Frida portrait
© Photo Tom Loonan © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2018

di Lidia Labianca
(www.artKids.it)

MILANO. Dal 1 febbraio (fino al 3 giugno) è aperta al MUDEC di Milano (in via Tortona 56) la mostra Frida Kahlo. Oltre il mito, dedicata all’artista messicana Frida Kahlo de Rivera, vissuta tra il 1907 e il 1954 e diventata molto famosa come pittrice. Da vedere oltre cento opere, tra quadri, fotografie e disegni, molti dei quali mai esposti prima in Italia.

“ Guarda, mamma, anche lei si faceva i selfie!”, dice il bambino alla mamma, a voce alta e ben impostata, piazzato al centro della prima grande sala della mostra. La mamma lo guarda fra il divertito e l’imbarazzato e, con finta disinvoltura, lo trascina con sé spiegandogli (o fingendo di spiegargli?) le opere esposte.
Perfettamente in linea con i tempi, il ragazzino! E, a ben pensarci, non ha nemmeno tutti i torti. Perché è vero che una delle cose che maggiormente colpiscono quando ci troviamo a visitare un’esposizione di Frida Kahlo o a sfogliare un libro a lei dedicato è il numero elevatissimo di autoritratti (eh sì, bambino arguto! In pittura i selfie si chiamano autoritratti).

Come pochi altri artisti nella storia, Frida decide di mettersi al centro del suo universo artistico e, attraverso la propria immagine, dare una visione e un’interpretazione della realtà che la circonda. Per quale motivo?
E’ la pittrice stessa a darci la risposta: “Dipingo me stessa perché sono la persona che conosco meglio”.

Semplice, direi. Fin da quando decide di dedicarsi anima e corpo alle tele e ai pennelli, Frida prende se stessa come modella e come punto di partenza e attraverso la propria rappresentazione parla dei suoi dolori, dei suoi viaggi, dei suoi amori e delle sue passioni.
La storia di questa straordinaria artista messicana è molto famosa, la sua immagine l’abbiamo vista tutti svariate volte su fotografie, borse e magliette e i suoi tratti somatici marcati (le famose sopracciglia unite) li sappiamo riconoscere facilmente.

Nasce in Messico nel 1907, ma siccome ama il suo popolo e la sua storia, decide di “ringiovanirsi” e dice di essere nata nel 1910, anno di quella Rivoluzione Messicana che cambia le sorti del suo Paese.
Frida è una bambina molto fantasiosa, curiosa e vivace. In una famiglia di sole femmine è la preferita del papà Guillermo, un bravissimo fotografo che le insegna il gusto per l’arte e per la bellezza. Lei adora seguirlo mentre lavora, aiutarlo come può e imparare i trucchi del ritocco e del disegno. Frida ama studiare e capire i segreti nascosti delle cose. Anche se la sua vita è segnata fin dall’infanzia dalla malattia, lei non si lascia mai scoraggiare e fa di tutto per correre dietro ai propri sogni e alle proprie passioni.
Riesce ad essere accettata alla Scuola Preparatoria (una specie di “super liceo”), una fra le pochissime ragazze e, insieme allo studio, si appassiona alla politica, ai problemi sociali e diventa amica con alcuni dei grandi protagonisti della storia messicana.

Frida è come un fiume in piena, giovane, viva, appassionata, decisa ad essere la protagonista della propria vita.

Ma un giorno, un terribile incidente stradale cerca di mettersi di mezzo e di interrompere la piena. Iniziano giorni, mesi e anni dominati dal dolore, dagli interventi chirurgici, dal letto e dai busti di gesso. Tutte cose che avrebbero potuto far cadere chiunque nella disperazione: chiunque, ma non lei! E’ proprio da quel suo letto che nasce l’artista che oggi tutti conosciamo e amiamo.
E’ a sua mamma Matilde che viene l’idea geniale: perché non distrarre un po’ Frida dandole pennelli e colori che tanto ama? E, visto che può stare solo sdraiata, perché non metterle uno specchio all’ interno del suo letto a baldacchino in modo che possa vedere la propria immagine riflessa e si possa fare un bell’autoritratto? Forse solo da quello che voleva essere il tentativo di distrarla in un momento così difficile, nasce la prima grande intuizione di quella che diventerà una delle artiste più importanti ed amate del Novecento.

Durante i lunghi mesi che seguono l’incidente, Frida non solo capisce che vuole fare della pittura la sua vita, ma comprende anche che il suo sarà un modo di dipingere diverso da tutti gli altri e che proprio lei, con il suo volto, sarà la protagonista di tante sue tele e l’interprete di tutto quello che vive e la circonda.

Per essere sicura che la strada che sta per intraprendere sia quella giusta, Frida ha bisogno di avere la conferma che il suo talento esista davvero. C’è solo una persona che glielo possa garantire: Diego Rivera, il grande pittore messicano, famoso in tutto il mondo per i suoi murales. L’incontro fra i due è determinante per la giovane pittrice sotto tutti i punti di vista: Diego non solo le conferma che deve continuare a dipingere perché ha delle doti straordinarie, ma diventa anche il grande amore della sua vita.
I due diventano presto una delle coppie più famose del loro tempo, dipingono, si impegnano in politica, viaggiano.
Per  Frida comincia una grande avventura artistica e umana, della quale i suoi quadri sono una grande testimonianza. In ognuno di essi, infatti, troviamo una traccia dei momenti più importanti della sua vita, degli incontri, delle gioie e delle sofferenze.

L’artista usa uno stile che non ha simili nella storia della pittura, a volte violento, di forte impatto. Non risparmia mai scene forti perché forte e intenso è il suo modo di vivere e di dipingere. Dipinge se stessa, i suoi dolori, i suoi incontri e i suoi viaggi, ma dà spazio anche ai suoi amici, alla natura, alla tradizione messicana, agli eroi della storia e della politica.

Nelle sue tele è tutto così intenso che a volte può disturbare, può non piacere.

Per Frida la cosa più importante è riuscire a trasmettere quanto di più profondo sente e vive e poco le importano le critiche o le lodi. Cerca in ogni tocco di pennello di far vivere le sue passioni e i suoi sentimenti. Per questo tanti dei suoi quadri la vedono come protagonista: perché solo mettendosi in gioco personalmente, Frida può esprimere quello che vede e sente, sia esso bello e buono o brutto e doloroso. Una cosa del genere non l’aveva mai fatta nessun artista prima di lei! Anche se la storia dell’arte è piena di autoritratti, nessuno aveva mai pensato di fare di sé l’incarnazione di storie, pensieri e tradizioni.

I suoi quadri o piacciono molto o non piacciono per niente, ma sicuramente non lasciano indifferenti. A noi tocca di cercare di guardarli attraverso le intenzioni della pittrice: uno specchio molto personale che riflette tante cose diverse. Aveva ragione quel bambino a chiamarli “selfie”? Chissà! Forse sì, vista l’idea di mettere se stessa al centro della scena. Frida, però, fa molto di più! Non si limita a rappresentarsi, ma arricchisce il proprio volto di idee, pensieri e sentimenti in modo da rendere ogni tela un capolavoro.

 

Informazioni utili
La mostra
“Frida Kahlo. Oltre il mito”
Mudec, via Tortona 56, Milano

(fino al 3 giugno)

Orari: 
lunedì 14.30 – 19.30
martedì – mercoledì 9.30 – 19.30
giovedì – venerdì – sabato 9.30 – 22.30
domenica 9.30 – 20.30

Biglietti

  • Intero € 13,00 | Ridotto € 11,00 (ragazzi dai 14 anni
  • bambini dai 6 ai 13 anni: 7,00 €
  • bambini dai 3 ai 5 anni: 3,00 €
  • bambini sotto i 3 anni: omaggio

SPECIALE FAMIGLIA (da 2 a 5 persone)

€ 11,00 adulto (1 o 2 adulti), € 7,00 primo figlio (da 6 a 13 anni) / € 3,00 (da 3 a 5 anni)

€ 7,00 secondo figlio (da 6 a 13 anni) / € 3,00 (da 3 a 5 anni)

Omaggio terzo figlio (da 6 a 13 anni) / € 3,00 (da 3 a 5 anni)

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