“Alla ricerca di Atlantide” con Renzo Piano

Siete pronti a partire con nonno Renzo (Piano) e sua nipote Elsa? Dove andiamo? Sentite un po’… Lui è uno tra gli architetti più importanti al mondo e si era messo in testa di andare a cercare Atlantide, quella città «ricca e perfetta che, secondo la legenda, sarebbe stata inghiottita dalle acque in epoca antichissima. Così nonno Enzo ha chiesto a Elsa di accompagnarlo in questa avventura, e sono salpati».  Avranno trovato questa benedetta Atlantide?

Alla ricerca di Atlantide

Lo scoprirete solo viaggiando con loro tra le più belle architetture del mondo.
Come? Mettetevi comodi. Lo potete fare per 2 motivi.

Numero uno: perché il figlio di Renzo (Piano) e papà di Elsa (Piano) è Carlo (Piano pure lui ovviamente…) che, insieme a Renzo, ha scritto un libro strepitoso su questo viaggio. «Alla ricerca di Atlantide. Viaggio nell’architettura per ragazzi sognatori» (ed Feltrinelli). Con le bellissime illustrazioni di Tommaso Vidus Rosin, è tutto da leggere perchè raccontato con gli occhi di Elsa che all’epoca del viaggio aveva 13 anni e aveva scritto tutto su un diario.

Numero due: perché Carlo (sempre Piano) è uno dei due «inventori»  del Mio Primo Quotidiano. E quindi possiamo raccontare un sacco di cose…

Il viaggio

Pronti a partire per Atlantide? Per trovarla bisogna fare tappa in tanti luoghi della Terra, dove l’architetto Renzo Piano ha costruito le sue opere. La partenza dunque dalla sua città Genova, passando sopra il Ponte Genova San Giorgio costruito a tempo record, poi andremo sull’isola che non c’era e che ora c’è all’aeroporto di Osaka, ci arrampicheremo sul grattacielo Shard di Londra alto più di 300 metri e poi a Parigi, Berlino, New York ... fino in Uganda e al suo ospedale pediatrico.

alla ricerca di atlantide
Il viaggio

Il diario di Elsa alla ricerca di Atlantide

Ecco l’inizio del viaggio grazie al diario di Elsa dove ogni tanto parla anche nonno Renzo. Intanto conosciamola meglio…

«Mi chiamo Elsa e il prossimo anno andrò al liceo. Sempre che superi l’esame di terza media, ma spero proprio di farcela! Non ho ancora deciso quale liceo scegliere, però sto pensando al classico. Il fatto è che mi piace leggere qualsiasi cosa mi capiti sottomano, dai fumetti ai romanzi, dalle riviste ai quotidiani. Anche mio nonno ha fatto il liceo classico al Giuseppe Mazzini di Genova, però non era il primo della classe e zoppicava soprattutto in greco e latino.
Me lo ha confessato lui stesso».

Cos’altro posso svelarvi di me? Non sono tanto alta, ma dicono che sia carina, e poi amo gli animali. Li amo tutti, anche gli insetti più minuscoli (tranne le zanzare), i pesci e gli uccelli. Però, lo ammetto, ho un debole per i cani: forse perché ne ho uno da quando ero piccola e siamo cresciuti assieme. Si chiama Sigfrid ed è un incrocio tra un levriero e un bracco. Infatti, io per scherzo dico che è un “bracchero” o un “levracco”, una razza canina che mi sono inventata.

È bianco con delle macchioline marroni sparse sul muso, splendido. Non perde occasione di leccarmi, scodinzolare e fare le feste. E poi? Aggiungo che ammiro Greta Thunberg e quello che sta facendo. Scommetto che anche voi siete d’accordo con Greta. Ci voleva una di noi per far capire agli adulti che stiamo seguendo la strada sbagliata. Che non possiamo continuare a sfruttare la natura come abbiamo fatto fino a oggi, sennò anche la natura si ribella. Il mondo è la nostra casa e tutto ciò che abbiamo. L’inquinamento nelle città, il mare infestato dalla plastica, i ghiacci che si sciolgono sono segnali che non possiamo ignorare. Su questo do ragione a Greta.

Un’ultima cosa di me: mi piacciono il rap e la musica classica. So che sono due generi opposti, eppure amo ascoltarli tutt’e due: quale preferisco dipende dall’umore del momento.
Per il resto imparerete a conoscermi meglio durante questo viaggio.
Ma parliamo piuttosto del nonno, su di lui ci sono tante cose da dire.
A cominciare dal fatto che un anno a scuola lo hanno anche bocciato.
Lui però non se l’è presa, anzi pensa che gli abbia fatto bene. Dice di essere cresciuto con l’idea che bisogna fidarsi degli altri proprio grazie al fatto che in classe era un asino, perché così si è reso conto che  dagli altri c’è sempre qualcosa da imparare. Per questo è convinto che il lavoro di gruppo sia fondamentale, me lo ripete in continuazione…

(Ecco cosa dice nonno Renzo) Di lavorare in gruppo ne parlano tutti. Io però l’ho fatto sul serio, e da sempre. E lo faccio ancora oggi in ufficio, è come giocare a ping-pong in quattro, sei, otto, e le palline si incrociano. Vince l’ipotesi migliore, da chiunque provenga, così, quando un edificio che progettiamo è finito, non riesci più a capire chi ci ha messo cosa. L’idea è molto semplice: devi fidarti di quelli con cui lavori. Si discute, e talvolta si litiga. Spesso sono proprio questi momenti, i più irritanti, quelli di luce.

Il nonno si chiama Renzo e fa l’architetto da più di mezzo secolo. Magari lo avete sentito nominare alla televisione o avete letto di lui sui giornali. Ha progettato tanti edifici: musei, sale da concerto, aeroporti, università, ospedali, biblioteche. Li ha costruiti in Italia, Francia, Grecia, Spagna, Norvegia, Gran Bretagna, Germania e anche Giappone, Russia, Stati Uniti, Nuova Caledonia, Uganda… Sicuramente ho dimenticato qualche posto, ma mi verrà in mente strada facendo. Per esempio, se avete visitato Parigi avrete visto il Beaubourg, quell’edificio con
i tubi colorati. Lo ha fatto lui quando era giovane…»

Vi è piaciuto l’inizio?  Se non resistete e volete completare il viaggio alla ricerca di Atlantide dovete prendere il libro… Altrimenti la prossima settimana partiamo con la prima tappa: il ponte di Genova.

(1.continua)

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