A scuola con le classi a metà? Ci pensa anche la Spagna

Classi a metà. Cioè,  metà classe a scuola e l’altra metà a casa collegata con il computer e la didattica a distanza. Il ministro dell’Istruzione Azzolina, aveva appena accennato a questa possibilità che si è scatenato il finimondo! Come si rientrerà a scuola settembre? Quali regole bisognerà seguire?
Ancora non lo sappiamo. Non è facile mettere d’accordo tutti e garantire la distanza tra gli studenti. Quello che sappiamo è che le classi non potranno essere strapiene. Le chiamano le classe-pollaio, un termine decisamente brutto che paragona i ragazzi a dei polli o a delle galline! Ma si può?!

Classi a metà nel resto del mondo?

Intanto anche nel resto dell’Europa si fanno le stesse domande. E qualcuno dà le stesse risposte.
In Spagna per esempio a settembre le scuole potrebbero dimezzare la presenza degli studenti nelle classi in assenza di un vaccino che fermi la diffusione del coronavirus. Lo ha detto il loro ministro dell’Istruzione spagnolo, Isabel Celaá, in un’intervista al giornale 20 Minutos rilanciata oggi anche da El Mundo. «Fin quando non avremo un rimedio o un vaccino l’unico mezzo per combattere il virus è il confinamento – ha detto rispondendo a una domanda sui bambini che dovrebbero andare a  scuola e che hanno i genitori che lavorano – Non possiamo mettere in pericolo tutto quello che abbiamo ottenuto sinora. Se parliamo, per dire una cifra, di tre milioni di bambini della primaria che vanno a  scuola accompagnati da un adulto riusciamo a immaginare lo spostamento che si produce. E se tutti i bambini sono in classe contemporaneamente non possiamo garantire le distanze obbligatorie».

E voi cosa ne pensate?

 

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