A Celleno la gara di Sputo del nocciolo di ciliegie

ciliegie Celleno
Il campione di Sputo di nocciolo Mauro Chiavarino (da Facebook)

Sputare il nocciolo di una ciliegia più lontano possibile. È la gara che si disputa da ben 17 anni in un paesino del Lazio, Celleno, in provincia di Viterbo. Se pensate che sia uno scherzo, vi sbagliate di grosso. Ci sono persone che si allenano per mesi per partecipare a questa competizione. E ogni anno tantissimi quelli che provano a iscriversi per diventare il Campione di Sputo del nocciolo. Ma la gara è seria e le regole sono ferree. Quindi gli organizzatori ammettono alla competizione solo 100 sputatori. Divisi in categorie, donne, uomini e bambini si sfidano ogni anno in un week end a giugno per la Festa della ciliegia. Quest’anno è stato il 13 giugno.

Famoso per le ciliegie

Cellano è infatti famoso per le sue ciliegie. Infatti una delle regole della Gara dello Sputo – sulla quale proprio non c’è discussione –  è che deve essere sputato il nocciolo di una ciliegia di Celleno. L’emergenza Covid, quest’anno, non ha fermato la gara di sputi. Distanziati quanto basta, gli “sputatori” hanno sfidato pure il maltempo per tentare di battere il record di 20,3 metri, registrato da Mauro Chiavarino nel 2011. Ma nessuno ci è riuscito. Lo Sputatore degli Sputatori è sempre lui, anche se quest’anno si è dovuto accontentare di 19,6 metri. Tra le donne, Simona Saluioni con 9,15  metri si è aggiudicata il premio, mentre Denny Ponzo con 5,81 metri ha sconfitto gli altri bambini.

C’è pure lo “sputodromo”

A Celleno la competizione è così sentita che hanno realizzato anche lo sputodromo oltre che  un regolamento. «La pista – come spiega in un’intervista al Messaggero il sindaco Marco Bianchi – è ricavata da quella di pattinaggio che abbiamo allungato, graduandola con i metri per meglio misurare i lanci. È in cemento rosso industriale ma abbiamo dato incarico a un architetto locale di progettarne una ad hoc, che contiamo di realizzare il prima possibile». E poi  le regole. «I concorrenti – continua il sindaco – sono divisi in tre categorie: uomini, donne e bambini, anche se i primi sono i più numerosi. Ognuno ha a disposizione due tiri e i giudici conteggiano il migliore». E poi il nocciolo Doc.  «Siamo noi a fornire due ciliegie locali perché a seconda della rotondità il nocciolo rotola con maggiore facilità». Ed è proprio il punto esatto in cui, dopo il lancio, smette di rotolare che viene misurato per decretare il più bravo.

Le ciliegie di Celleno

Fino agli anni ’70 la produzione di ciliegie era molto attiva a Celleno poi è stata  abbandonata fino al 1997, quando è stata riscoperta e potenziata. Quando saranno a regime le nuove piante, la produzione sarà di mille quintali l’anno. «Abbiamo dieci varietà autoctone riconosciute dalla Regione e studiate dall’Università della Tuscia – conclude il sindaco –  Circa mille piante sono state reintrodotte per salvarne la tipicità. La nostra Ravenna a gambo corto  per sapore è insuperabile».

Il video

Cliccando qui potete vedere il video di una vecchia Gara di sputo del 2008

Leggi anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su