1978 A Roma, in via Caetani, dietro Botteghe Oscure (che era la sede del Partito comunista) e vicino a piazza del Gesù (sede della Democrazia cristiana), viene fatta trovare una Renault 4 rossa con il corpo senza vita  di Aldo Moro.

Chi era Aldo Moro

Aldo Moro era nato il 23 settembre 1916 a Maglie, in provincia di Lecce. Professore universitario e politico italiano, tra i fondatori del partito della Democrazia Cristiana.

Il rapimento

Alle 9.02 del 16 marzo 1978 un commando di  terroristi delle Brigate Rosse aveva rapito – sotto la sua casa romana in via Fani, all’incrocio con via Stresa – il presidente del partito della Democrazia Cristiana.
Tutta la sua scorta viene uccisa: il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato Domenico Ricci, il brigadiere Francesco Zizzi, l’agente Raffaele Jozzino e l’agente Giuliano Rivera.  Aldo Moro viene rapito.

Chi erano le Brigate Rosse.


Era un’organizzazione di terroristi, estremista di sinistra, che a partire dal 1970 aveva scelto la lotta armata contro lo Stato uccidendo, organizzando rapimenti e gambizzazioni, cioè sparando alle gambe di quelle persone ritenute rappresentanti di quel potere politico che loro contestavano.

Perché fu rapito

L’assalto avviene in un giorno  particolare: il nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, sta per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia. E per la prima volta nella storia a sostenere quel governo c’è anche il partito comunista.
Era stato proprio Aldo Moro a creare le condizioni per quello che fu definito il “Compromesso storico“. Significa che due partiti, Dc e Pci, di solito schierati su fronti opposti  avevano trovato un accordo per realizzare un programma di rinnovamento del nostro Paese che potesse andare bene a più persone possibile (se vuoi saperne di più Compromesso storico sulla Treccani)

Dopo la rivendicazione del rapimento da parte delle Brigate Rosse con un messaggio all’agenzia di stampa Ansa, l’Italia intera si blocca sotto choc. Gli uffici si chiudono, i genitori vanno a prendere i propri figli a scuola. I vostri genitori avevano più o meno la vostra età, a quell’epoca. Per loro è stato come per voi l’attacco alle Torri Gemelle di New York, l’11 settembre 2011.

Il sequestro di Aldo Moro dura 55 giorni.

La mattina del 9 maggio una telefonata mette fine alle speranze. In via Caetani, dietro Botteghe Oscure (che era la sede del Pci) e vicino a piazza del Gesù (sede della Dc), viene fatta trovare una Renault 4 rossa con il corpo del politico nel portabagagli.

Le ricerche.

Per la ricerca di Aldo Moro vennero impiegati 172mila uomini tra carabinieri e poliziotti che effettuarono 6mila posti di blocco e 7mila perquisizioni domiciliari controllando in totale 167mila persone e 96mila autovetture. Secondo la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul caso Moro, la punta più alta dell’attacco terroristico ha coinciso con la punta più bassa del funzionamento dei servizi informativi e di sicurezza. Sergio Flamigni, scrittore, parlamentare del Pci e membro della Commissione Moro, afferma: “Le indagini di quei 55 giorni furono contrassegnate da una serie di errori, omissioni e negligenze”.

Niente trattative.

I partiti reagirono dividendosi tra coloro che volevano trattare con i brigatisti e quelli che invece seguivano la linea della fermezza. E tra questi ultimi si schiera anche il partito di Aldo Moro, la Dc. Di fatto Dc e Pci decidono che non ci sarà nessuna trattativa.

La lettera del Papa.

Il Papa Paolo VI, amico personale di Moro scrive una lettera per chiedere la liberazione di Aldo Moro: “Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse – si legge nella lettera rivolta ai terroristi – restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l’onorevole Aldo Moro, uomo buono ed onesto, che nessuno può incolpare di qualsiasi reato, o accusare di scarso senso sociale e di mancato servizio alla giustizia e alla pacifica convivenza civile”. E ancora: “E vi prego in ginocchio, liberate l’onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni”.

Le lettere di Aldo Moro alla moglie.

Dalla sua prigionia Aldo Moro scrisse delle lettere alla moglie. Cominciavano sempre con “Mia dolcissima Noretta…” ed in una di queste scrive: “sono stato ucciso tre volte, per insufficiente protezione, per rifiuto della trattativa, per la politica inconcludente”

Una cosa in più: il film

Se avete voglia di vedere un film, lo scorso anno è stato realizzato per la Rai ‘O professore. Lo trovate su Raiplay, interpretato da Sergio Castellitto per la regia di Francesco Miccichè. 

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