8 giugno… A Medina muore Maometto

8 giugno 632 – A Medina muore Maometto, il fondatore dell’Islam. Maometto non lasciò indicato chi dovesse succedergli. Così dopo la sua morte  i suoi seguaci si divisero su chi doveva ereditare il posto del profeta. Una carica sia politica che religiosa.

Dopo Maometto la divisione tra Sunniti e Sciiti

  • Sunniti La maggioranza dei suoi seguaci (Sunniti) appoggiarono Abu Bakr, amico del profeta e marito della figlia Aisha.  Oggi i sunniti nel mondo rappresentano l’80 per cento dei musulmani
  • Sciiti Altri invece (Sciiti) sostenevano che il successore doveva essere un consanguineo di Maometto e indicarono Ali, cugino e genero: sciiti èu na forma contratta dell’espressione “shiaat Ali”, i partigiani di Ali.

I Sunniti con Abu Bakr ebbero la meglio. Gli sciiti sono rimasti ancora oggi una minoranza (il 15%).

Ma queste due visioni differenti dell’Islam cominciate 1400 anni fa su chi dovesse essere il nuovo Califfo, sono arrivate fino ad oggi.  Pur avendo i principi fondamentali comuni, hanno elementi che differenziano i due gruppi.  Ad esempio per i Sunniti i pilastri del culto sono 5, per gli sciiti sono quei 5 più altri 5, quindi 10. Oppure il saluto: i sunniti pregano con le mani all’altezza del diaframma, gli sciiti con le braccia lungo il corpo. Sono solo due piccoli esempi. Le differenze sono cresciute nel corso del tempo da quando Maometto è morto a Medina, e la  divisione condiziona ancora oggi la situazione geopolitica del Medio Oriente e le guerre che ci sono.

Per sapere di più

Lorenzo Declich, esperto di Islam contemporaneo e autore del saggio «Islam in 20 parole», dice però che «non tutto quello che succede è riconducibile a questa dicotomia: anzi, spesso dietro di essa si nascondono interessi politici ed economici».

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