E’ stato un grande matematico. Un eccellente astrofisico. Ma soprattutto un uomo che ha amato la vita, nonostante per lui non sia stata troppo facile.
Stephen Hawking è morto il 14 marzo scorso, a 76 anni. Era nato l’8 gennaio 1942, esattamente 300 anni dopo la morte di Galileo Galilei. Ed è morto lo stesso giorno di Albert Einstein, 130 anni prima.
Era imprigionato nel suo corpo da una malattia degenerativa da quando era poco più che un ragazzino. A 13 anni gli viene diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica. A poco a poco è costretto sulla sedia a rotelle ed è impossibilitato a nutrirsi da solo. Nel 1985 perde l’uso delle corde vocali. Dunque, non può camminare, mangiare, parlare da solo. Ma può pensare. E lo fa benissimo. Nel 2012 si presta a fare da cavia a un progetto dell’università di Stanford per uno scanner che traduce in parole l’attività del cervello.

Diceva: “A parte la sfortuna di contrarre la mia grave malattia, sono stato fortunato sotto quasi ogni altro aspetto”.

A 21 anni i medici gli diedero al massimo due anni di vita, ma lui non si arrese mai alla malattia. Si è sposato, ha avuto 3 figli. Elabora una teoria originale sui buchi neri, Nel 1988 pubblica “Dal Big Bang ai buchi neri” rendendo accessibile e comprensibile a tutti una materia così particolare come lo studio del cosmo. Divenne famoso in tutto il pianeta, vendendo 10 milioni di copie in 40 lingue diverse. Per  oltre 50 anni ha insegnato e svolto le sue ricerche all’interno dell’Università di Cambridge, dove aveva la cattedra che era stata di Isaac Newton.

A pochi giorni dalla sua morte, l’università di Cambridge gli  ha voluto dedicare un ricordo speciale, pubblicando sul suo canale Youtube un video con il discorso scritto in occasione del suo 75mo compleanno (lo potete vedere qui sopra).

Le sue scoperte hanno permesso di confermare la teoria del Big bang, l’esplosione dalla quale è nato l’universo.
Nel 1974 dimostrò come i buchi neri possono mettere insieme le due grandi teorie della fisica contemporanea: la relatività di Einstein e la meccanica quantistica. Le sognava riunite nella “teoria del tutto”. Cliccando qui potete trovare la spiegazione semplice di Studia Rapido.

Era un uomo che conosceva il senso dell’humor. Se volete quando e dove ha fatto ridere e riflettere ecco un articolo scritto su Focus Stephen Hawking, maestro di humor: 5 volte in cui ci ha fatto ridere e riflettere

E se volete vedere un bel film “La teoria del tutto” è basato sull’autobiografia scritta dalla moglie.

 

 

 

 

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