400 euro di multa ai fidanzati per l’abbraccio proibito

 

Beccati con le mani nel sacco. Anzi, no! Con le mani strette in un abbraccio. Colpevoli e multati. È successo a Pavia, come riporta la Provincia Pavese, dove una coppia di fidanzati di 20 anni, è stata multata per essersi allargata in un abbraccio. Anzi è stato multato solo lui, perchè era suo lo slancio affettivo. Una multa che non sono noccioline: ben 400 euro che possono essere ridotti a 280, se pagata entro un mese.  A niente è valso il fatto che avessero anche la mascherina: non erano conviventi e baci e abbracci sono vietati per decreto.

abbraccioL’innaturale saluto senza abbraccio

Da una parte fa un po’ ridere che un abbraccio sia vietato per legge. Dall’altra un po’ meno perché questa “convivenza” con il virus ci impone dei comportamenti e delle regole assurde come questa. Per noi un abbraccio, un bacio sono dei gesti istintivi, quando vediamo persone a cui siamo legati. Un fidanzato, un nonno, un amico. E lo avrete provata anche voi questa strana sensazione nei primi incontri con gli amici. Non potersi abbracciare, non potersi stringere la mano è davvero una cosa innaturale. Dobbiamo forzarci a non farlo, perchè l’abbraccio è uno slancio spontaneo. Si resta lì un po’ così, col sorriso che non si vede se non dagli occhi, e le mani che non sanno dove stare.

La precisazione

Intanto dal Comune di Pavia hanno invece precisato che «nessuna multa per un abbraccio da 400 euro è stata comminata a Pavia nel weekend a due fidanzatini dalla polizia locale cittadina. Sono state elevate contravvenzioni là dove ci si è scontrati con atteggiamenti di arroganza, al limite del bullismo, da parte di chi si rifiutava di aderire all’invito a mantenere le distanze od indossare la mascherina obbligatoria», ha detto l’assessore alla Polizia locale di Pavia, Pietro Trivi, che ha deciso di fare una precisazione sull’articolo apparso sulla stampa locale. Dopo l’articolo infatti «Sono giunte, purtroppo, all’indirizzo della polizia locale “vibranti proteste” con l’augurio a quelli che hanno commesso tale “ingiustizia”, di riceverla a loro volta e l’invito a scusarsi mille volte con i trasgressori. Ma nell’articolo non appare scritto da nessuna parte che gli accertatori fossero agenti della polizia locale di Pavia. In effetti non lo erano affatto».

Leggi anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su